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Vasca da bagno o box doccia, cosa è meglio?

I principali vantaggi della doccia sono che consente di risparmiare spazio, acqua e migliorare sia la sicurezza che l’accessibilità. Inoltre, la pulizia è più facile. In compenso, la doccia è meno rilassante e, se in casa ci sono bambini piccoli, non è l’opzione migliore.

La vasca invece è perfetta per fare il bagno ai più piccoli, per rilassarsi o anche per alleviare alcuni disturbi e può essere anche molto estetica. Occupa però molto spazio e il consumo di acqua che comporta è elevato.

Voglio vendere o affittare, lascio la vasca o metto la doccia?

Scegliere di lasciare la vasca da bagno o realizzare un box doccia può essere una decisione complicata quando l’intenzione è quella di vendere o affittare. I propri gusti e le proprie esigenze possono essere molto diverse da quelle degli altri. Dunque, prima di decidere, conviene tenere conto di alcuni aspetti fondamentali.

Se c’è un solo bagno in casa ed è piccolo, la doccia è un’opzione migliore, poiché la stanza sembrerà sempre più grande e, quindi, più attraente.

Nel caso in cui ci siano due o più bagni in casa, l’ideale è optare per una soluzione intermedia: lasciare una vasca in uno di essi e optare per le docce negli altri.

Se l’idea è un affitto giovane, come ad esempio per gli studenti, una vasca da bagno non ha molto senso. In questo caso la comodità e la velocità di utilizzo giocano a favore della doccia.

Se invece quello che si cerca è un affitto per giovani coppie o famiglie, la vasca da bagno è un’opzione da non sottovalutare.

In generale si ritiene che la doccia rappresenti un fattore importante per rivalutare la casa.

Inoltre, il cambio è un modo semplice e veloce per ammodernare il bagno e dargli un aspetto più attuale senza dover effettuare grandi lavori.

Nel caso di case di un certo livello, l’estetica è un fattore chiave. In questo senso, le vasche da bagno sono più attraenti delle docce, sebbene anche queste possano essere sorprendenti.

Bisogna infine considerare che la doccia apre la gamma di possibili inquilini o acquirenti a persone di una certa età o con qualche problema di mobilità.

 

Scegliere tra doccia e vasca da bagno non è facile, soprattutto quando l’obiettivo è vendere o affittare. Ma c’è un’opzione intermedia che permette di godere di entrambi quando il bagno è abbastanza grande: basta posizionare la vasca sul fondo e proprio davanti o accanto alla doccia.

In ogni caso, un piccolo lavoro, sia per sostituire la vasca con doccia, sia per installare una vasca decorativa, rivaluta la casa ben al di sopra dell’investimento.

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L’agevolazione, sottolinea la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate, è stata prorogata dalla legge di Bilancio 2022 per le spese sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.

La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi e spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. Si ha diritto al bonus mobili ed elettrodomestici anche quando il contribuente ha scelto, in alternativa alla fruizione diretta delle detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di cedere il credito o di esercitare l’opzione per lo sconto in fattura.

In base alle ultime novità, come indicato dalla guida aggiornata sul bonus mobili dell’Agenzia delle Entrate, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di recupero del patrimonio edilizio, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro per l’anno 2022 e di 5.000 euro per gli anni 2023 e 2024 (il limite era pari a 16.000 euro per gli acquisti effettuati nel 2021) riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

Si ricorda che il bonus mobili rappresenta quella detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.

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Attualmente in Italia sono in vendita oltre 43.000 immobili commerciali, a reddito e sfitti, un numero in significativa crescita, +38%, rispetto allo stesso periodo del 2019 quando il mercato non subiva ancora gli effetti della pandemia da Covid-19. All’aumento dell’offerta è corrisposto un calo dei prezzi che, in due anni, hanno perso il 7%.

Per quanto concerne il Centro Italia ben il 29% dei fondi commerciali della macroarea si trova nella sola città di RomaNapoli, invece, aggrega circa il 12% degli annunci situati al Sud e Palermo il 12,7% di quelli nelle Isole. Nel Nord del Paese la situazione risulta più omogenea: nelle metropoli di Milano e Torino si trovano il 9,4% e il 10% rispettivamente dei negozi in vendita del Nord-Ovest. Ancora più diluita la concentrazione nel Nord-Est: Venezia, infatti, accentra solo il 4,3% degli immobili commerciali dell’area.

L’indagine ha voluto approfondire quanto, a parità di altre caratteristiche come la zona o le condizioni strutturali, gli immobili a reddito – ovvero immobili che vengono messi in vendita già con un affittuario presente nel locale – abbiano un prezzo maggiorato rispetto agli immobili liberi/sfitti. Prendendo in analisi le top 11 città italiane (Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Genova, Palermo, Catania, Bari, Venezia) di media la maggiorazione di prezzo è pari al 17,6%.

Oggi, ancor più che in passato, per chi investe negli immobili commerciali risulta fondamentale la possibilità di conoscere a priori la redditività del locale. Questo è sempre stato vero ma oggi ha ancora più valore per gli investitori in quanto ci troviamo in un momento storico in cui molte attività si trovano a fare i conti con la crisi economica scatenata dal Covid, come mostra il numero dell’offerta in costante aumento. Dall’altra parte, anche in virtù del calo dei prezzi richiesti, chi sceglie di comprare un fondo sfitto, a parità di condizioni, si assicura un importante risparmio sul prezzo dell’immobile.

A Venezia gli immobili commerciali in vendita a reddito hanno in media un prezzo al metro quadro maggiore del 26,4% rispetto a quelli non a reddito, con una maggiorazione pari a 884 euro al metro quadro. Superano il 20% anche le città di Catania e Torino (23,6% e 20,5%, rispettivamente). Più contenuto l’aumento del prezzo per Bologna e Milano, che si attesta attorno a +13% per gli immobili a reddito. In coda Roma, al +11,3% e Palermo, al +10,1%.

In valore assoluto Venezia è la città in cui la disparità di prezzo al metro quadro tra negozi a reddito e negozi sfitti o liberi è maggiore (+884 euro/mq). Seguono, tutte con una differenza di prezzo di circa la metà rispetto alla città lagunare, Firenze (+478 euro/mq) Napoli (+439 euro/mq), e Milano (+430 euro/mq). Palermo risulta la città dove la forbice di prezzo tra le due tipologie considerate è meno significativa: un fondo commerciale a reddito costa infatti solo 136 euro al metro quadro in più rispetto ad uno libero.

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Con il decreto Sostegni bis, a breve in arrivo in Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore il bonus mutuo, una garanzia di Stato sull’80% dell’importo per l’acquisto della prima casa da parte degli acquirenti più giovani. Ecco tutti i dettagli sulla misura:

Per l’atteso bonus mutuo, la garanzia di Stato coprirà l’80% del valore dell’immobile e non il 100% come si era inizialmente ipotizzato.

Il beneficio è rivolto ai giovani under 36 che rispettino determinati requisiti ed è una delle misure inserite nel Decreto Sostegni bis.

Al pacchetto è stata aggiunta anche la cancellazione dell’imposta di registro e delle imposte sul mutuo, questa valida per tutti i giovani, a prescindere dal reddito.

Per tutti gli under 36 sono dunque azzerati completamente i costi dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale. Tagliate anche le imposte sostitutive sui finanziamenti per l’acquisto della prima casa.

La garanzia di Stato all’80% riguarderà i giovani meno abbienti selezionati secondo determinati criteri, come l’Isee, che con ogni probabilità dovrà essere sotto i 40.000 euro.

Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, già costituito, verrà finanziato con altri 55 milioni di euro e verrà prorogato al 31 dicembre 2022.

Si stima che con queste misure, considerando l’acquisto di un immobile di nuova costruzione di 200mila euro, si risparmierebbero più di 8mila euro, e oltre al risparmio, con l’estensione della garanzia di Stato sarà generalmente più facile accedere al mutuo.

Misure che, unite ai tassi ridotti al minimo di questo periodo, potrebbero stimolare l’apertura di diversi nuovi mutui tra i giovani.

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Pronti a ripartire in quest’anno post-pandemico (o almeno si spera), nel quale cambiano le progettazioni per l’organizzazione strutturale degli uffici, con nuove idee per adattarli quanto più possibile alle nuove normative vigenti e allo scopo di rendere gli ambienti più ampi e confortevoli nel rispetto dello staff e della clientela che spesso li visita, sfruttando al massimo lo spazio a disposizione.

 

Ecco alcune idee che ci sono piaciute:

L’ufficio è stato pensato dal professionista come un grande open space dai toni freddi, in stile minimal. L’ingresso e la zona attesa sono invece segnati da un ritorno ai toni caldi e rilassanti che lo spazio dovrebbe sempre avere. La disposizione delle sedute è ottimale per poter rendere il momento conviviale. Lo spazio che precede le stanze/ufficio è occupato da grandi divani con sedute comode dove poter trascorrere la pausa dal lavoro.

Grazie allo stile essenziale e minimalista, gli arredi modulari possono inserirsi con grazia in qualsiasi contesto lavorativo, indoor o outdoor, in particolare nelle aree di passaggio o attesa, con un’infinita possibilità di combinazioni in grado di cambiare il volto a qualsiasi ambiente.

Da queste nuove idee nascono i concept modulabili di arredi per l’ufficio presentati anche durante la Milano Design City. Sistemi componibili di accessori capaci di garantire privacy, comodità e condivisione in ogni momento della giornata.

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Segnali positivi sul fronte mutui e prestiti, che nel primo trimestre del 2021 sono tornati a crescere sia per quanto riguarda il numero delle domande sia nell’importo medio: lo confermano i dati analizzati dal Sistema di Informazioni Creditizie di Crif. E quasi una richiesta su tre arriva da giovani under 35.

Mutui e finanziamenti: superati i livelli pre Covid

Rispetto al primo trimestre del 2020 si nota un incremento complessivo del 9,6% dovuto soprattutto alla straordinaria crescita registrata a marzo (+ 55,8%). Ma il confronto con l’anno in cui è scoppiata la pandemia, e in particolare con il mese del primo lockdown, è poco indicativo. Per comprendere la rinnovata fiducia delle famiglie italiane è meglio analizzare i numeri assoluti, dai quali emerge che le richieste di mutui e surroghe rilevate tra gennaio e marzo del 2021 è il più alto degli ultimi 9 anni.

Cresce l’importo medio delle richieste

La tendenza è la stessa anche osservando l’importo medio richiesto, che si attesta intorno ai 136mila euro: non solo è cresciuto del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2020, ma è anche il valore più alto dal 2013 a oggi.

All’interno di questo quadro notiamo che l’importo più richiesto dalle famiglie italiane (una su tre) va dai 100 ai 150mila euro, mentre al secondo posto (25% del totale) c’è la classe di importo che oscilla tra i 150 e i 300mila euro.

Mutuo sì, ma rate più lunghe

La propensione degli italiani a limitare le uscite in questo momento storico particolare emerge dalla durata dei mutui: la classe più richiesta è infatti quella tra i 26 e i 30 anni (26,4% delle domande complessive, + 3,9% rispetto al primo trimestre 2020). In generale, 8 domande su 10 prevedono un rimborso in più di 15 anni.

Se guardiamo infine all’età dei richiedenti, notiamo che i giovani sono i più propensi a rivolgersi agli istituti di credito: quasi una domanda su 3, infatti, è arrivata da persone under 35 (33,5% fascia 35-44 anni, 26,8% 25-34 anni).

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Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto sostegno 2021 approvato dall’esecutivo di Mario Draghi è già in vigore. Vediamo quali sono le novità più importanti:

  1. Contributi a fondo perduto: Il decreto Sostegno introduce un nuovo sistema per capire come si calcola l’importo dei contributi a fondo perduto 2021 per le partite Iva. Tale somma, infatti, deve essere calcolata in base alla perdita media mensile del 2020 rispetto al 2019 per le attività che abbiano riscontrato un calo del fatturato del 30% (fino a 10 milioni di euro). Tuttavia, sono previste anche diverse fasce.
  2. Pace fiscale: maxi condono delle cartelle esattoriali sotto i 5mila euro.
  3. Blocco licenziamenti: Arriva la proroga al blocco dei licenziamenti fino a giugno 2021 per i lavoratori delle aziende che dispongono di CIG ordinaria e CGI straordinaria (soprattutto quelli impiegati nel settore industria e agricoltura) e blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre 2021 per i lavoratori delle aziende coperte da strumenti in deroga (soprattutto terziaria)
  4. Proroga della cassa integrazione 2021: a causa del prolungarsi dell’emergenza Covid, il decreto Sostegno prevede per la cassa integrazione 2021,  13 settimane per la CIGO (tra aprile e giugno 2021), 28 per CIGD e Assegno ordinario (tra aprile e dicembre 2021) e 120 giorni per la CISOA. La proroga tanto attesa per via dell’emergenza covid è stata confermata ed è legata alla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
  5. Misure per gli stagionali: si tratta di un’indennità per gli operatori del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport,  una tantum pari a 2.400 euro.
  6. Contributo per le partite IVA: contributi a fondo perduto per le partite IVA e le piccole imprese del decreto Sostegno 2021. La domanda dovrà essere presentata a partire dal 30 marzo e fino al 28 maggio all’Agenzia delle Entrate.
  7. Reddito di emergenza: proroga per i mesi di marzo, aprile e maggio del decreto sostegno. Ad esempio in caso di una famiglia che vive in affitto, la soglia di reddito per il mese di febbraio viene incrementata di un dodicesimo del reddito annuo di locazione.
  8. Reddito di cittadinanza, cosa cambia: in vista dell’aumento della platea dei beneficiari dovuta alla crisi innescata dalla pandemia, le risorse destinate al decreto Sostegno vengono aumentate di un miliardo.

 

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Torna il lockdown nelle zone rosse e si torna a raccomandare lo smart working, soprattutto per coloro che hanno figli minori in didattica a distanza che non possono essere lasciati soli in casa per legge. Tornano quindi più attuali che mai le idee per l’arredamento del proprio ufficio a casa: ecco alcune idee per organizzare al meglio il proprio ufficio domestico.

Per lavorare dalla propria abitazione in maniera davvero efficace non è necessario avere una stanza completamente dedicata. Un sistema di arredo a scomparsa come permette di organizzare una postazione funzionale anche dove non si pensava di avere lo spazio a disposizione. Un tavolo-scrivania, vani porta documenti, prese per pc e altri device in un’ampia scelta di finiture, colorazioni e accessori.

 

Per una postura corretta e comoda, Skate è la sedia del futuro, in cui si mescolano l’ergonomia, la sostenibilità, il design italiano e il tipico “saper fare” del Made in Italy. Grazie alla sua altissima flessibilità, la sedia è in grado di seguire facilmente ogni movimento del corpo, in qualsiasi direzione, garantendo i massimi livelli di comodità. Skate è 100% green perché completamente smontabile e realizzata con componenti riciclabili!

Quanto all’illuminazione, è preferibile scegliere un semplice paralume per dissolvere il calore ed evitare l’abbagliamento diretto, con un impugnatura in cima al riflettore per direzionare a piacere la luce rendendo la lampada ideale per l’utilizzo su scrivanie, tavoli e comodini.

Il proprio spazio di lavoro domestico può essere arricchito anche con vere e proprie icone del design. Diverse le proposte in ambito di arredo per trasformare l’ambiente casalingo in una postazione di lavoro pratica, trasversale e esteticamente gradevole con linee essenziali ed eleganti in grado di impreziosire sin da subito ogni ambiente dedicato all’home office.

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Sono sicuramente incoraggianti i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate, che ritraggono il mercato nazionale in ripresa.

Le statistiche sull’ultimo trimestre del 2020 sembrano rafforzare il trend di crescita avviatosi durante la scorsa estate e mostrano segni positivi su tutti i segmenti del settore: la compravendite delle abitazioni chiudono l’anno con un +8,8%; il non residenziale registra addirittura un incremento a doppia cifra, con un +12,1%.

Il boom del mercato non residenziale

Per il settore del non residenziale l’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate segnala la crescita più alta mai registrata negli scorsi quattro anni. Dopo il +5,4% registrato nel periodo luglio-settembre 2020, il periodo ottobre-dicembre 2020 raggiunge quota +12,1%.

Più nello specifico, il quadro dettagliato delle compravendite si compone così:

  • uffici e studi privati: 3.764 scambi (+8,1%);
  • negozi e laboratori: 9.581 (+2,2%);
  • depositi commerciali e autorimesse: 20.112 (+20,4%);
  • edifici commerciali, alberghi, pensioni, istituti di credito ed uffici pubblici: 1.713 (-5,1%).

Da non dimenticare capannoni e industrie del settore produttivo, le compravendite dei quali hanno raggiunto il primo segno positivo del 2020 (+9,3%), dopo i cali consistenti degli altri tre trimestri.

Abitazioni, +8,8%. Volano le vendite di cantine, soffitte, posti auto

L’Agenzia delle Entrate rileva che nell’ultimo trimestre del 2020 sono state quasi 15mila in più le abitazioni vendute rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo quota 183.381 unità scambiate. E si conferma una tendenza già nota, che consiste in una predilezione per i centri urbani più piccoli: la crescita è stata infatti più marcata nei comuni minori (+11,8%) rispetto ai comuni capoluogo (+2,9%).

Come rilevato dal nostro Ufficio Studi, “più spazio” è il mantra di chi ha cercato casa nell’ultimo anno. Anche i dati dell’Omi confermano l’accresciuta propensione ad acquistare, insieme all’abitazione, uno spazio pertinenziale. Gli scambi di cantine e soffitte, infatti, sono aumentati del 48,3%, con incrementi notevoli soprattutto nelle aree del Nord-Ovest (+71,2%), del Nord-Est (+56,4%) e del Centro (+42,8%). Il mercato dei box e dei posti auto segue a ruota (+11,1%), dopo la debole ripresa già registrata nel trimestre precedente (+4,3%).

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Quali saranno i trend nell’arredo e nel design che ci accompagneranno nel prossimo anno? Le parole d’ordine saranno evasione, relax, intimità e comfort, che realizzeremo grazie all’uso dei colori, alla scelta dello stile e agli accessori di cui ci circonderemo. Ecco otto tendenze di interior design 2021.

1. Cottagecore: accogliente come la casa della nonna

Nel primo dei trend di cui vogliamo parlare e che ti consigliamo di annotare per il prossimo anno si esprime un ideale idilliaco di vita agreste e romantica.

Campi fioriti, torte fatte in casa, un tocco di nostalgia, un immaginario fiabesco che ci fa sfuggire dalle ansie del quotidiano e ritmi di vita semplici e rallentati: ecco il cottagecore, che spopola in questi mesi non solo nell’abbigliamento, ma anche nell’arredamento e nell’interior design. Centrini, carta da parati floreale, mobili in legno fai-da-te e un tocco British creano subito l’atmosfera giusta. Qualche idea per arredare in cottagecore? Un servizio di porcellana bianco e blu per un tè tra pochi intimi, vasetti con erbe aromatiche, colori pastello e marinari ma anche un ampio uso del tessuto scozzese per la camera da letto e il soggiorno.

2. Colori 2021

Quelle del prossimo anno sono palette che comunicano serenità, calma e relax, ma anche allegria ed energia: tutte emozioni di cui continuiamo ad avere un gran bisogno!

Palette 1: Comfort zone

La palette comfort zone si compone di colori neutri ma caldi, accoglienti e rassicuranti: beige, grigio, tortora, moca, cammello, crema, avorio. Sono tinte morbide e sottili che creano una base tranquillizzante e rilassante, che potrà essere movimentata da pattern e sfumature, alternando sensazioni tattili tra ruvido e morbido, trame nei tessuti, e legno con venature a vista.

Palette 2: Bright side

Questa palette è composta da tinte più accese, che comunicano ottimismo, voglia di osare e apertura verso il futuro. È una palette più glam e che sfrutta i contrasti, senza mai essere troppo squillante, ma sempre bilanciata: deve trasmettere allegria e non agitarci.

Questa palette combina colori caldi e ricchi come il corallo e il ruggine al blu e tocchi di rosa in sfumature delicate. È una palette giocosa, retro e ispirata agli Anni Settanta.

Palette 3: Grounding

Anche la terza palette di colori di tendenza per il 2021 stimola la calma e il benessere. Grounding è, letteralmente, la palette naturale che richiama la terra, con i suoi marroni, il terracotta e le sfumature di verde che vanno dal lemongrass all’eucalipto al verde salvia, fino al color monstera.

Sono colori che creano un ambiente tranquillo, rilassato, che invita a essere presenti a se stessi e a non farsi sopraffare dallo stress e dall’ansia. Danno un tocco rustico e si abbinano alle venature del legno, alle texture morbide, per creare un ambiente accogliente e confortevole.

3. Materiali naturali e design organico

Il ritorno a una dimensione intima e naturale si esprime anche nei materiali che saranno di tendenza per arredare la casa nel 2021.

Cotone, lino e lana sono alcuni tra i tessuti che puoi usare per un ambiente confortevole, caldo e leggero. La parola d’ordine sarà stratificare: una tovaglia con dei runner, coperte e panni sovrapposti sul letto, morbidi plaid in nuance adagiati sul divano. Importante è poi la scelta dei materiali, meglio se riciclati o in biomateriali.

4. Un pollice sempre più verde

Sia che tu viva in un appartamento con balcone, sia che tu abbia un giardino, prenditi cura del verde, adottando piccole piante da interno e imparando un po’ di giardinaggio. Le piante da interno ci aiutano a mantenere il contatto con la natura anche in città, e alcune hanno effetti positivi sull’aria di casa, perché non sono solo belle da vedere e completano ogni stile di arredo, ma rinfrescano, filtrano l’inquinamento e rilasciano ossigeno.

Fare giardinaggio o prendersi cura di un piccolo orto diventa un modo per sgomberare la mente e fare qualcosa di concreto con le proprie mani, stimolando diverse aree del cervello e combattendo lo stress.

5. Nuovo minimalismo

Lo stile minimal non conosce epoca né mode: lo ritroviamo sempre, perché la volontà di eliminare il superfluo non è solo un modo di arredare, ma uno stile di vita. Per questo il nuovo minimalismo che sarà in trend il prossimo anno non è uno stile spoglio e asettico, ma riscaldato dalla palette Comfort zone, equilibrato, e ha l’obiettivo di crea un’oasi di benessere e tranquillità, soprattutto quando viene fuso ad altri stili, come il Feng Shui l’Hygge o il Lagom, che mirano proprio al benessere della persona a partire dagli oggetti di cui si circonda.

6. More is more

La voglia di libertà e di esprimere la propria personalità emerge in questo trend d’arredo per il 2021: il ritorno al massimalismo. Non esistono regole precise per questo stile, e l’unico limite è la creatività. È uno stile che abbonda con le decorazioni e non rinuncia ai colori forti e ai contrasti. Il massimalismo di moda il prossimo anno vivrà di contaminazioni con altri stili (perfetto con la palette Bright side) e comunica uno spirito giocoso e leggero. Anche se antitetico rispetto allo stile minimal, è un altro modo per circondarsi di positività e abbattere lo stress e l’ansia.

7. Intelligenza artificiale

La casa del 2021 sarà sempre di più una Smart Home, un luogo in cui la tecnologia ci aiuterà a creare la nostra oasi di pace.

La domotica, infatti, non sarà fine a se stessa, ma ci renderà più semplici i gesti di tutti i giorni. L’Intelligenza artificiale ci permetterà di creare comfort e tranquillità, grazie ai sistemi per regolare la luce e la temperatura e scegliere la nostra musica preferita. Grazie all’intelligenza artificiale potremo installare sistemi per migliorare il risparmio energetico della nostra abitazione, e anche per garantire la sicurezza della nostra famiglia e della casa.

8. Una casa che si trasforma

Abbiamo imparato in questi ultimi mesi che la casa deve potersi trasformare a seconda di come cambiano le regole che ci vengono date.

Non è più solo il luogo dove ceniamo e dormiamo, ma diventa ufficio, scuola, centro benessere, palestra. Per questo, anche nel 2021 le abitazioni avranno stanze che possono cambiare destinazione d’uso, e gli spazi saranno più fluidi, senza rigide divisioni per usi.

Per questo acquisteremo mobili multifunzione per ottimizzare lo spazio in casa: tavoli da cucina che diventano scrivanie per lavorare, librerie che fanno da pareti divisorie negli open space, camerette per i bambini con mobili che dividono lo spazio e creano degli angoli studio per seguire la didattica online.

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